Bibliografia
LucianoChailly (1920-2002)
Compositore e operista prolifico, valente Direttore Artistico dei maggiori Teatri italiani, scrittore,insegnate, è stata una figura tipica di musicista impegnato nel mondo culturale e civile italiano.Sostenitore dell"arte per l'arte", ha rappresentato nella sua musica i passaggi di gusto di un secolo: dai canti alpini della seconda guerra mondiale agli ultimi sviluppi della musica elettronica.
Nascita di un compositore
Luciano Chailly è nato a Ferrara il 19 gennaio 1920 nella casa di Via dei Lucchesi n.10.
All'età di 14 anni compose la sua prima opera:Lucia,dedicata ai suoi genitori, Clementina Ravegnani e Vittorio Chailly, che decisero di fargli studiare composizione col Maestro Carlo Righini.
Quando si trasferirono nel Palazzo Scacerni , in Via Palestro 50 e 52 , di proprietà dei Ravegnani, vivevano di fianco al nonno Adriano e allo zio poeta e scrittore Giuseppe Ravegnani, nel cui studio Luciano vide passare scrittori come Soffici,Bacchelli, Ungaretti, Montale, Repaci, Vergani, pittori come Carrà e De Pisis e persino Italo Balbo, quadrumviro della Marcia su Roma.
A vent'anni diresse a Ferrara la sua composizione Val Cismon,, impressioni strumentali per 15 solisti.
Nel 1941,durante la licenza provvisoria come Sottotenente degli Alpini conseguì a Ferrara il Diploma di violino e partì per la guerra . Negli anni di naia continuò a scrivere: finì il lavoro Radio scarpa, una specie di rivista musicale sulla vita militare, scrisse resoconti di guerra in forma di racconto ironico e articoli per la rivista L'alpino.
A Vercelli, suonando come spalla dei violini in una rabberciata orchestra, fu diretto da un giovanissimo direttore: era Guido Cantelli. Dopo la guerra sarebbero diventati intimi amici.
Nel 1943, finita la tesi: Musica e poesia dei Trovadori, conseguì la Laurea in Lettere all'Università di Bologna.
Sostenuto dallo zio Ravegnani e dal maestro Augusto Righi ,dopo la guerra ,si trasferì a Milano per conseguire il Diploma di Composizione al Conservatorio , come allievo di Renzo Bossi. Si iscrisse anche al corso di Direzione d'Orchestra del maestro Antonino Votto .
L'anno 1946 segno' il suo passaggio all'atonalismo.
Quell'anno oltre a incontrare Giorgio Federico Ghedini, Marcello Abbado, Gino Negri, Giulio Confalonieri, , e molti altri compositori e critici musicali milanesi entrò per la prima volta alla Scala ,tra i pochi ad assistere a tutte le prove del rientro di Arturo Toscanini.
In quegli anni fondò e diresse una orchestra da camera del Circolo Musicale giovanile.
Nel 1948 partì per Salisburgo per seguire al Mozarteum un corso di perfezionamento tenuto da Paul Hindemith, unico compositore italiano.
Consulente musicale per la RAI
Nel 1951 vinse il concorso nazionale come Maestro Assistente Musicale alla RAI Radiotelevisione Italiana e scelse la sede di Milano: iniziava così, nella sala degli Affreschi dell'Umanitaria ,un lavoro di "musicista militante" prima radiofonico e due anni dopo negli Studi di Corso Sempione televisivo, che lo avrebbe portato a conoscere i più grandi direttori,compositori e interpreti: tra cui una Callas esordiente.
In quell'anno inventava la sua prima forma musicale: la Sonata tritematica.
In RAI, al Centro di Fonologia,ebbe modo di collaborare con Berio e Maderna alle prese con la musica elettronica
Ma ogni giorno negli studi Chailly aveva molto da fare: seguire le trasmissioni delle prime opere registrate in studio, scrivere al volo i commenti musicali per le commedie, facendoli eseguire in diretta al fedele amico pianista -direttore d'orchestra Armando Gatto , insegnare agli attori a cantare o andare a ritmo come volevano i registi in studio.
Chailly compose negli anni anche molti commenti musicali per documentari e sceneggiati tv.
Nella casa milanese in cui abitava con la famiglia,in Via Messina 9, vivevano anche due artisti legate alla televisione con cui sarebbero diventati amici: Gianni Wilhelm, percussionista e violinista e Ugo Dell'Ara, ex ballerino della Scala e coreografo.
Inizia la vita operistica
Fu con l'incontro in un ristorante milanese, combinato da Conni Ricono, con lo scrittore già famoso Dino Buzzati, nel 1954, che la vita musicale di Chailly ebbe una svolta: partendo dal primo libretto che gli fu proposto da Buzzati: Ferrovia soprelevata, sarebbe diventato il secondo tra i più prolifici operisti italiani.
Il connubio con lo scrittore bellunese sarebbe proseguito per un decennio con le opere: Procedura penale, Il mantello, Era Proibito, con il balletto: Fantasmi al Grand Hotel, con le musiche di scena per lo spettacolo: Drammatica fine di un noto musicista , e con una canzone da cabaret per Laura Betti La morticina.
Nacquero in quegli anni anche due altre opere tratte da Checov: Una domanda di matrimonio , con libretto di Claudio Fino e Saverio Vertone e Il canto del cigno con libretto dello stesso Chailly.
Poi ci fu l'incontro con Renato Prinzhofer, librettista, scrittore e traduttore di Conrad, con cui fece La riva delle sirti da Julien Gracq, opera invitata a Montecarlo come creazione mondiale nel Principato Monegasco ed eseguita alla presenza di Ranieri III e Grace Kelly.
Intanto, col regista Giacomo Vaccari componeva e registrava le musiche per lo sceneggiato tv : L'idiota tratto da Giorgio Albertazzi da Dostoewsky.
Trasferimento alla Direzione Centrale della RAI di Roma
Quando nacque il Secondo Canale tv , Chailly fu nominato a Roma Direttore dei programmi musicali e si trasferi'l'8 gennaio 1962 nel suo nuovo ufficio in Via del Babuino 9, portando la moglie Anna Maria e i figli Floriana,Riccardo e Cecilia nella capitale.
Dal regista Gian Vittorio Baldi ebbe la proposta di scrivere le musiche del suo film: Luciano, poi titolato Madre ignota e inizio' a collaborare con la Corona cinematografica scrivendo commenti musicali per vari documentari.
Con la televisione e lo chalet acquistato dall'attore Lex Barker nel Villaggio Pescatori di Fregene Chailly ebbe modo di avvicinare il mondo del cinema romano .
Erano anni in cui si giravano molti film sulla sabbia di Fregene: per Giulietta degli spiriti di Federico Fellini fu costruita e poi distrutta nella pineta la bella villa liberty. Fu li' che Cailly parlo' di musica con Giulietta Masina.
Col secondo sceneggiato televisivo Mastro Don Gesualdo ,tratto da Verga, il connubio artistico con il regista Giacomo Vaccari continuava ad avere successo.Ma fu bruscamente interrotto ,poco dopo, con la morte in un incidente automobilistico del 32enne geniale regista .
Lo scrittore Riccardo Bacchelli ,che aveva presentato la sua opera La riva delle Sirti al suo debutto a Montecarlo, chiese a Chailly di musicare Voce dell'acqua, una sua cantata per soprano e coro.
Anche in omaggio a Roma, il ferrarese compose la Missa Papae Pauli, in onore del nuovo Sommo Pontefice PAOLO VI.Con la famiglia ebbe poi la soddisfazione di consegnare personalmente la partitura al Padre della Chiesa .
In quegli anni andarono in scena : Vassiliev, terzo atto unico tratto da Checov , libretto dello stesso musicista e Markheim, tratto da Stevenson da Renato Prinzhofer, che fu eseguita a Spoleto ,con la regia di Giancarlo Menotti, direttore del Festival .
Il figlio Riccardo dimostrava doti come direttore d'orchestra :Chailly chiese a Franco Ferrara di fargli un colloquio e non ci furono dubbi sulle sue capacità. Per vederlo in opera Chailly organizzo' un complessino d'archi a casa , guidato da cari amici tra cui :Piero Guarino direttore e insegnante di Riccardo con la moglie violoncellista Donna Magendanz e Nelly Csaky violino con la figlia Marika alla viola.
Fin dai tempi dello sceneggiato televisivo Chailly cercava un librettista per ridurre L'idiota in opera. Lo trovo' al bar della Rai di Viale Mazzini, sei anni dopo: Gilberto Loverso, che voleva proporgli un suo soggetto teatrale e si vide catapultato invece in questa nuova avventura.
L'opera era gia' stata accettata dal Teatro Alla Scala, ma proprio nello stesso momento fu proposto a Chailly di diventarne il Direttore Artistico. Iniziava per il compositore una nuova avventura musicale.
Direttore artistico al teatro dei teatri: la Scala di Milano
Col 1968 tutta la famiglia rientrava a Milano per la nomina a Direttore Artistico al Teatro alla Scala.
Eletto per votazione unanime del Consiglio di Amministrazione scaligero, e approvato dal sindaco di Milano Aldo Aniasi, Chailly si trovò col direttore stabile Claudio Abbado a decidere che l'inaugurazione fosse con Don Carlos di Verdi, regia di Jean-Pierre Ponnelle, scene di Nicola Benois. L'esperienza scaligera era per Chailly affascinante, ma molto difficile nella gestione delle masse. Sovrintendente autorevole: Antonio Ghiringhelli, dal 45 occupato a ricostruire la Scala.
Furono anni di tensione, in cui propose al pubblico e conobbe da vicino i migliori artisti dell'epoca: Igor Strawinski e il figlio, Igor Moisseiev, Rudolph Nureyev, Georges Pretre, John Barbirolli, Josef Svoboda, Zoltan Pesko, Renata Scotto, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Nicolaj Ghiaurov, Wolfgang Sawallisch, Riccardo Muti, Luciano Pavarotti, Shirley Verret e Montserrat Caballé, Zubin Mehta, Nathan Milstein, Leonard Bernstein, Mirella Freni per citarne solo alcuni.
Nonostante non riuscisse a scrivere una nota per i troppi impegni che gli creava il Teatro, accettò di entrare come insegnate di composizione al Conservatorio di Milano: i momenti di insegnamento diventavano per lui un'oasi di pace, anche se nell'ateneo milanese c'erano altre battaglie culturali da sostenere.
Nel 1970 partiva per Berlino, come Commissario del Concorso per Direttori d'Orchestra della Fondazione Herbert Von Karajan: c'era anche il "dio von Karajan", che dettò i suoi voleri alla giuria di fronte agli 82 concorrenti.
Intanto il "naturale talento" del figlio Riccardo cresceva e nel 1971, su richiesta di Remigio Paone, sovrintendente dei "Pomeriggi Musicali" milanesi, scrisse dopo tre anni di silenzio compositivo L'appello, atto unico per baritono, nastro magnetico e piccola orchestra, ispirato ad un lager dei suoi ricordi, che Riccardo diresse, eseguito dai Solisti Veneti di Claudio Scimone.
Nei Teatri italiani: Regio di Torino, Angelicum di Milano
Nel 1972, lasciata con dispiacere la Scala per le troppe mansioni politico-organizzative che superavano quelle artistiche, Chailly aveva accettato la consulenza al Teatro Regio di Torino: iniziava la sua vita da pendolare tra Milano e Torino.
L'anno dopo era direttore artistico all'Angelicum di Milano: per assecondare il pubblico di quel piccolo ma qualificato spazio teatrale aveva fatto un questionario chiedendo agli ascoltatori le loro preferenze.
Qui organizò cicli concertistici tra passato e presente, commissionando a compositori italiani delle novità da dirigere personalmente per la prima esecuzione.Cosi' si susseguirono in due serate :Giorgio Gaslini, Franco Donatoni,Flavio Testi,Riccardo Malipiero,Aldo Clementi,Roman Vlad, Bruno Bettinelli.
Contemporaneamente registrava in Televisione una serie di trasmissioni intitolate: Musicisti italiani del dopoguerra , che presentavano oltre a quei compositori presentati in Teatro anche: Guido Turchi,Valentino Bucchi,Mario Zafred,Boris Porena, Sylvano Bussotti,Giacomo Manzoni,Bruno Canino ,Bruno Maderna,Gino Negri,Vittorio Fellegara,Azio Corghi,Angelo Paccagnini,Salvatore Sciarrino e lo stesso Chailly. Il panorama della musica italiana era al completo.
Nella puntata a lui dedicata c'erano dei promettenti giovanissimi esecutori: il figlio Riccardo coi Solisti Veneti, la prima moglie di Riccardo, la violinista Anahi Carfi e due allievi: il nipote pianista Michele Fedrigotti, figlio della sorella Silvana e il pianista-compositore Danilo Lorenzini.
Composizioni in Viale Bianca Maria
Da quando si era trasferito in Viale Bianca Maria Chailly aveva ritrovato la vena compositiva: in quella casa nacque per primo l'atto unico Sogno (ma forse no), da Pirandello con libretto di Prinzhofer.
Per la morte dell'amico Buzzati scrisse: Tre episodi per fanfara e orchestra ,dedicato allo scrittore, che tanto amava la fanfara degli Alpini.Le composizioni strumentali: Parametri , per il trio Canino-Ferraresi,Filippini e Ricami , per il Trio di Como:Bellasi,Oliveti,Poggioni, ebbero subito molto successo anche all'estero.
Scrisse tre novita' dedicate ai figli: Tre liriche latine ,su testo di Catullo, per tenore ed arpa ,per la figlia arpista Cecilia; Liriche della resistenza vietnamita per Floriana, impegnata politicamente per il Vietnam e Contrappunti a quattro dimensioni per il figlio Riccardo e la sua passione per il motocross.
Dopo la prima esecuzione di quest'ultio pezzo, diretta proprio dal giovane Chailly, Goffredo Petrassi cosi' scrisse all'autore:"....Possiamo dichiararti Maestro in Canoni? Sei espertissimo, senza tuttavia dimenticare la musicalità.Insomma ho ascoltato anche con piacere,oltre all'interesse, il che avviene di rado."
Sempre su proposta e libretto di RenatoPrinzhofer scrisse l'atto unico :Il libro dei reclami,tratto dall'amato Checov.
1920 - 1948