Comuni
Tutti i comuni del Trentino
Mezzano
Mezzano è un comune italiano di 1.638 abitanti in provincia di Trento.
Si trova nella Primiero tra Imer e Fiera di Primiero. Questo è un accogliente villaggio alpino.
È attraversato dalla Strada Statale 50 del Grappa e del Passo Rolle.
Secondo alcuni il nome Mezzano deriverebbe da Medianum; secondo altri invece dalla famiglia veneta De Mezzan, che avrebbe avuto dominio sulla zona; secondo altri, infine, deriverebbe da un toponimo latino in anum.
Immagine:Cismon Mezzano.jpg
Mezzocorona
Mezzocorona (anticamente Corona di Mezo o Mezzotedesco, Kronmetz o Deutschmetz in lingua tedesca) è un comune di 5.229 abitanti della provincia di Trento.
Mezzolombardo
Mezzolombardo (Welschmetz in lingua tedesca), in antichità noto come Mezo o Mezo di S. Pietro (Medium Sancti Petri), dal nome dell'omonimo vicino diroccato castello (attuale Castello della Torre), è un comune di 7.004 abitanti della provincia di Trento. È situato nella Piana Rotaliana, patria del vino Teroldego Rotaliano (vino rosso, principe del Trentino) e della Grappa.
Appartenente direttamente al Principato vescovile di Trento, nel 1194 venne diviso dal paese fratello di Mezzocorona, del territorio conti di Tirolo. Forcoloti vennero detti i suoi abitanti, per il costume a scaldar subito gli animi nel trattare coi propri fratelli Brusacristi.
Appartenente direttamente al Principato vescovile di Trento, nel 1194 venne diviso dal paese fratello di Mezzocorona, del territorio conti di Tirolo. Forcoloti vennero detti i suoi abitanti, per il costume a scaldar subito gli animi nel trattare coi propri fratelli Brusacristi.
Moena
Anticamente chiamata Mojena, dal termine latino "mollis" che sta a significare "terreno umido o palude" è, in senso ascendente, il primo paese del Comun General de Fascia, e sebbene appartenga linguisticamente all'area ladina, fa parte contemporaneamente, fin dal Secolo XII, anche della Magnifica Comunità di Fiemme.
Posto a 1.184 m./s.l.m., con i suoi 2.700 (al 31.12.2013) abitanti che lo rendono il paese più popoloso della Valle, sorge nel punto dove sboccano in Avisio il Rio Costalunga ed il Rio di S. Pellegrino. Uno dei più vecchi edifici del paese è probabilmente la chiesetta di S. Volfango (1025 ca.), patrono dei boscaioli. Pregevole è il soffitto in legno sostenuto da otto fregi con figure umane; interessanti sono gli affreschi, tardoquattrocenteschi, e le tele. S. Volfango fu la prima curazia di Moena fino al 1164, quando venne consacrata dal Principe Vescovo di Trento Adalpreto II la parrocchiale di S. Vigilio, attuale patrono del paese. Al suo interno si possono ammirare numerose opere del pittore moenese Valentino Rovisi (1715-1783), allievo del Tiepolo a Venezia. Da visitare, all'imbocco della valle del Rio Costalunga, è poi la chiesetta dedicata alla Vergine Addolorata detta anche "La Madonnina" (1713).
Sorte m. 1.256/s.l.m. (dal latino "sortis", cioè terreno viciniale, sorteggiato), dista da Moena circa 1 Km. La sua piccola chiesa, con la cuspide a cipolla, è dedicata al patrono S. Giuseppe. All'intemo si possono osservare affreschi attribuiti al Rovisi. Someda m. 1.265/s.l.m.: è la frazione più antica di Moena e dista da essa circa 1 Km. Il nome deriva da un composto fassano "so" o "sot" (che significa "sotto" o "a valle") e dal nome di montagna "Meda". Sorge in una posizione magnifica con la vista sul Latemar e il Gruppo del Catinaccio. La chiesa, edificata intorno all'anno 1530, è dedicata ai Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco i quali sono effigiati nella pala dell'altare, attribuita al pittore moenese Rovisi. Forno m. 1.168/s.l.m., dal latino "Furnus" (forno, fornace, dove si fondono i metalli). L'abitato si incontra risalendo da Predazzo; è la frazione più a sud di Moena distante circa 4 Km. e vi si parla il dialetto di Fiemme. La chiesa è dedicata a S. Lazzaro. A Forno ebbe i natali, nel 1788, il famoso botanico Francesco Facchini che morì a Vigo di Fassa nel 1852. Dalla frazione di Forno si può accedere alle località , caratteristiche, di Medil (1.636 m./s.l.m.) e Penìa (1.468 m ./s.l.m.).
Tipici rioni di Moena, e caratteristici, sono quelli di "Ciajeole" (il nucleo originario del paese), di "Pezzé" e di "Turchia" (che deve il suo nome non tanto all'omonimo Paese del Medio Oriente, quanto piuttosto ai torchi che un tempo vi erano concentrati per esercitarvi attività artigianali) .
Posto a 1.184 m./s.l.m., con i suoi 2.700 (al 31.12.2013) abitanti che lo rendono il paese più popoloso della Valle, sorge nel punto dove sboccano in Avisio il Rio Costalunga ed il Rio di S. Pellegrino. Uno dei più vecchi edifici del paese è probabilmente la chiesetta di S. Volfango (1025 ca.), patrono dei boscaioli. Pregevole è il soffitto in legno sostenuto da otto fregi con figure umane; interessanti sono gli affreschi, tardoquattrocenteschi, e le tele. S. Volfango fu la prima curazia di Moena fino al 1164, quando venne consacrata dal Principe Vescovo di Trento Adalpreto II la parrocchiale di S. Vigilio, attuale patrono del paese. Al suo interno si possono ammirare numerose opere del pittore moenese Valentino Rovisi (1715-1783), allievo del Tiepolo a Venezia. Da visitare, all'imbocco della valle del Rio Costalunga, è poi la chiesetta dedicata alla Vergine Addolorata detta anche "La Madonnina" (1713).
Sorte m. 1.256/s.l.m. (dal latino "sortis", cioè terreno viciniale, sorteggiato), dista da Moena circa 1 Km. La sua piccola chiesa, con la cuspide a cipolla, è dedicata al patrono S. Giuseppe. All'intemo si possono osservare affreschi attribuiti al Rovisi. Someda m. 1.265/s.l.m.: è la frazione più antica di Moena e dista da essa circa 1 Km. Il nome deriva da un composto fassano "so" o "sot" (che significa "sotto" o "a valle") e dal nome di montagna "Meda". Sorge in una posizione magnifica con la vista sul Latemar e il Gruppo del Catinaccio. La chiesa, edificata intorno all'anno 1530, è dedicata ai Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco i quali sono effigiati nella pala dell'altare, attribuita al pittore moenese Rovisi. Forno m. 1.168/s.l.m., dal latino "Furnus" (forno, fornace, dove si fondono i metalli). L'abitato si incontra risalendo da Predazzo; è la frazione più a sud di Moena distante circa 4 Km. e vi si parla il dialetto di Fiemme. La chiesa è dedicata a S. Lazzaro. A Forno ebbe i natali, nel 1788, il famoso botanico Francesco Facchini che morì a Vigo di Fassa nel 1852. Dalla frazione di Forno si può accedere alle località , caratteristiche, di Medil (1.636 m./s.l.m.) e Penìa (1.468 m ./s.l.m.).
Tipici rioni di Moena, e caratteristici, sono quelli di "Ciajeole" (il nucleo originario del paese), di "Pezzé" e di "Turchia" (che deve il suo nome non tanto all'omonimo Paese del Medio Oriente, quanto piuttosto ai torchi che un tempo vi erano concentrati per esercitarvi attività artigianali) .
Molveno
Molveno è una località dalle antiche tradizioni turistiche, dove la natura e il benessere sono un bene da sempre custodito ed offerto agli ospiti valorizzandone ogni aspetto: dal tipico centro storico chiuso al traffico alle passeggiate in riva al lago, al parco attrezzato, alla spiaggia e alla piscina olimpionica, tra attività sportive praticate nella natura e il piacere di un tuffo nel lago!
Siamo alle porte della catena centrale delle Dolomiti di Brenta, le cui cime si specchiano nell'azzurro intenso delle acque cristalline del Lago di Molveno. Tutto intorno verdi distese di abeti e boschi di faggio rendono il panorama incantevole.
Molveno bandiera arancioneIl Touring Club ha assegnato nel 2006 a Molveno la Bandiera Arancione, un marchio di qualità che certifica le piccole località dell'entroterra in base a rigorosi parametri non solo turistici, quali patrimonio storico, culturale ed ambientale di pregio, ma anche parametri di qualità , come l'accoglienza al turista.
Siamo alle porte della catena centrale delle Dolomiti di Brenta, le cui cime si specchiano nell'azzurro intenso delle acque cristalline del Lago di Molveno. Tutto intorno verdi distese di abeti e boschi di faggio rendono il panorama incantevole.
Molveno bandiera arancioneIl Touring Club ha assegnato nel 2006 a Molveno la Bandiera Arancione, un marchio di qualità che certifica le piccole località dell'entroterra in base a rigorosi parametri non solo turistici, quali patrimonio storico, culturale ed ambientale di pregio, ma anche parametri di qualità , come l'accoglienza al turista.
Montagne
0
Mori
0
Nago-Torbole
Il Comune di Nago-Torbole è caratterizzato da due frazioni: NAGO e TORBOLE.
Nago è situata a 222 metri sul livello del mare: la zona è ricca di ritrovamenti archeologici; è stazione turistica gardesana. Sanudo scrisse nel 1484 "Et poi Nago è bellissima Villa, nell'Intrar per porte. Lì è Vicario, loro lo elexe, et pur con le vie malpartite" (oggi si sono perse le tracce delle antiche porte di Nago). Spettacolare porta sul lago, guarda dall'alto come quando, cittadella arroccata ai piedi di Castel Penede, sorvegliava il passaggio della Valle dell'Adige verso il lago. Il posto è uno dei più incantevoli della zona, interessante per la ricca vegetazione mediterranea, per gli stupendi panorami sull'intero Lago di Garda e per la presenza dei ruderi del castello (XII sec.) attorniato da un bel parco. Sotto il centro di Nago si trovano i fenomeni geologici "Marmitte dei Giganti" (pozzi glaciali) presenti nella zona assieme ad altri interessanti presenze.
Torbole è situata all'inizio della statale della Gardesana Orientale aperta nel 1929 e, da sempre, è località di pescatori e porto d'imbarco verso le altre località lacustri. è famosa per il vento costante ("ORA"): la stazione turistica è centro velico e surfistico di risonanza internazionale. Si trova a 67 metri s.l.m. nella parte settentrionale del lago di Garda. L'angolo più pittoresco di Torbole è il porticciolo con le caratteristiche costruzioni della Vecchia Dogana (sec. XV) e di Casa Beust, già cenacolo di artisti nel secondo dopoguerra. Altri angoli caratteristici ricordano il passato e la tradizione, come la piccola casetta del "dazio", retaggio del periodo austroungarico, posta all'ingresso del piccolo porto, o la stretta piazza centrale, dove una lapide ricorda il soggiorno di Goethe. Torbole fu paese prediletto di molti pittori tedeschi che nella selvaggia bellezza dei luoghi trovarono ampia ispirazione per le loro opere.
Nago è situata a 222 metri sul livello del mare: la zona è ricca di ritrovamenti archeologici; è stazione turistica gardesana. Sanudo scrisse nel 1484 "Et poi Nago è bellissima Villa, nell'Intrar per porte. Lì è Vicario, loro lo elexe, et pur con le vie malpartite" (oggi si sono perse le tracce delle antiche porte di Nago). Spettacolare porta sul lago, guarda dall'alto come quando, cittadella arroccata ai piedi di Castel Penede, sorvegliava il passaggio della Valle dell'Adige verso il lago. Il posto è uno dei più incantevoli della zona, interessante per la ricca vegetazione mediterranea, per gli stupendi panorami sull'intero Lago di Garda e per la presenza dei ruderi del castello (XII sec.) attorniato da un bel parco. Sotto il centro di Nago si trovano i fenomeni geologici "Marmitte dei Giganti" (pozzi glaciali) presenti nella zona assieme ad altri interessanti presenze.
Torbole è situata all'inizio della statale della Gardesana Orientale aperta nel 1929 e, da sempre, è località di pescatori e porto d'imbarco verso le altre località lacustri. è famosa per il vento costante ("ORA"): la stazione turistica è centro velico e surfistico di risonanza internazionale. Si trova a 67 metri s.l.m. nella parte settentrionale del lago di Garda. L'angolo più pittoresco di Torbole è il porticciolo con le caratteristiche costruzioni della Vecchia Dogana (sec. XV) e di Casa Beust, già cenacolo di artisti nel secondo dopoguerra. Altri angoli caratteristici ricordano il passato e la tradizione, come la piccola casetta del "dazio", retaggio del periodo austroungarico, posta all'ingresso del piccolo porto, o la stretta piazza centrale, dove una lapide ricorda il soggiorno di Goethe. Torbole fu paese prediletto di molti pittori tedeschi che nella selvaggia bellezza dei luoghi trovarono ampia ispirazione per le loro opere.
Nanno
Piccolo ed antichissimo villaggio, a Nanno è possibile ammirare alcune opere importanti e lasciarsi affascinare dalla leggenda di Castel Nanno.
Nave San Rocco
Nave San Rocco (Schöffbrück in tedesco) è un comune italiano di 1.424 abitanti della provincia di Trento, in Trentino-Alto Adige.
Nogaredo
Nogarédo è un comune italiano di 1959 abitanti della provincia di Trento.
Nomi
Nomi è un comune di 1.317 abitanti della provincia di Trento, situato in destra Adige, 19 km a sud di Trento e 7 km a nord di Rovereto.