Ricordare - L'altro ieri
Proiezione di:
RICORDARE (video, 45 minuti, Italia 2003)
Di Gabriella Romano
Il documentario raccoglie la testimonianza di alcuni omosessuali italiani che hanno accettato di raccontare i loro ricordi di quel periodo: repressione, paura, arresti continui, confino, ma anche aneddoti curiosi e molta nostalgia per gli anni della gioventù, in cui "la vita era sempre bella", e per l'intensa vita gay underground dell'epoca. E' un capitolo della nostra storia di cui solo recentemente si è cominciato a parlare e di cui si sa relativamente poco.
RICORDARE testimonia allo stesso tempo le difficoltà di percorso riscontrate dalla regista e ricostruisce un itinerario complesso iniziato nel 1996: sono infatti pochissimi gli omosessuali di quella generazione che hanno accettato di farsi intervistare, anche a distanza di così tanti anni. La repressione è stata spesso interiorizzata in modo tale da generare un'auto-censura quasi completa e la volontà di ricordare è chiaramente una necessità che appartiene alle generazioni successive, che vogliono scavare nel passato per trovare le proprie radici e la propria storia.
Dunque, mettendo a nudo il "dietro-le-quinte", questo documentario pone a confronto quella generazione di omosessuali con quella di oggi, nel tentativo di spiegare il perché dell'ostinato silenzio che i gay italiani si sono imposti per più di sessant'anni. Paradossalmente, però, da questo dibattito emerge che molte contraddizioni e molte problematiche di ieri sono ancora qui, oggi. I gay italiani sono tuttora, in stragrande maggioranza, restii ad identificarsi, molti hanno ancora la copertura di un matrimonio per acquisire rispettabilità, per molti la clandestinità è ancora una necessità, il "si fa ma non si dice" è la norma. E forse c'è una tendenza a considerare tutti gli omosessuali delle generazioni pre-movimento come un gruppo omogeneo, cosa che invece è ovviamente falsa e che favorisce la creazione di stereotipi: entro quei parametri coesistevano certamente molte realtà.
Quello che è sicuro è che una mentalità radicata da secoli non si scrolla di dosso nel corso di qualche decennio. Al di là di falsi trionfalismi di chi sa di più perché è arrivato dopo, il film punta il dito anche sulle contraddizioni che persistono e su quanto sopravvive di quella problematica eredità nella comunità gay odierna
L'ALTRO IERI (22', Italia-Gran Bretagna, 2003)
di Gabriella Romano
Storie di cinque donne che per la prima volta narrano della repressione esercitata dal Regime fascista nei
confronti sia del lesbismo che della sessualità.
In Italia il fascismo valorizzava la donna solo in funzione del suo ruolo di madre. Il lesbismo era un tabù assoluto. Spesso era interpretato come isterismo, per cui veniva curato psichiatricamente. Era interpretato anche come segno del demonio, infatti molte donne che rifiutavano il matrimonio venivano esorcizzate. La parola lesbica non veniva pronunciata e la morale dellepoca ne negava lesistenza. Cinque donne descrivono quel periodo di repressione, di paura e di silenzio, rivelandoci al contempo la loro reattività e fantasia. Esse si identificavano con i personaggi maschili della letteratura dellepoca per dar corpo alle loro aspirazioni, ai loro sogni e ai loro desideri inconfessati. Il documentario si avvale di materiale di propaganda fascista, di immagini tratte da film didattici americani girati in Italia durante il ventennio, rari documenti della vita quotidiana italiana, tra i pochi non sottoposti a completa censura.
Sarà presente in sala la regista. Interverrà Lidia Menapace
organizzazione: Museo storico in Trento - Comune di Trento