Ritratti di Santi: Sant'Anselmo d'Aosta
Ritratti di Santi
Lappuntamento è al Santuario della Madonna delle Laste, retto dai Padri Carmelitani Scalzi, per una S. Messa nel corso della quale si contemplerà di volta in volta la figura di un santo, attraverso la lettura del profilo redatto da p. Antonio M. Sicari ocd.
I canti del Coro Madonna delle Laste, diretto dal maestro Cecilia Vettorazzi aggiungeranno bellezza e profondità a queste soste di meditazione e preghiera.
Il primo dei santi in programma è Anselmo dAosta, monaco benedettino dellXI secolo, testimone diretto e prezioso mediatore nello scisma della Chiesa dOriente, al quale si deve uno dei più importanti contributi in materia di teologia. In questo momento storico caratterizzato da un pensiero che tende a separare nettamente Fede e Ragione, considerandole appartenenti a due mondi inconciliabili, lindagine intellettuale di Anselmo dAosta ci ricorda che «se la ragione continua a scontrarsi con la fede, vuol dire che la ragione è stata usata male, proprio in quanto ragione» e che «se luomo è fatto ad immagine di Dio, e se Dio è sapienza, ne segue che luomo può, con la sua ragione, partecipare alla sapienza di Dio: può ricordarsi di sé e di Dio.» (p. A.M. Sicari). Ciò apre una via per scoprire la profonda ragionevolezza della Fede e limpossibilità che essa sussista senza lausilio della Ragione, ma al contempo costituisce una sfida alquanto ardua, ai giorni nostri come allepoca del monaco benedettino, quando furono in molti a guardare con sospetto quella sua strana intuizione.
S. ANSELMO DAOSTA
Dottore Magnifico(1033 1109)
Dovunque era accolto con manifestazioni di stima e di vera fraternità, ed egli si adattava ad ogni ambiente, offrendo a tutti amicizia ed aiuto. Lamicizia quella che unisce luomo a Dio e gli uomini tra loro era la sua passione. Diceva che essa era la vocazione più profonda di ogni essere umano: «Cercate di procurarvi amici ovunque; né dovete credere mai di averne abbastanza; ma siano essi ricchi o poveri, uniteli tutti a voi con profondità di affetto». Lunica condizione che metteva era chessa fosse fondata sulla «comune passione per la verità». Contro gli usi del tempo, che inclinavano alla severità e al rigore, Anselmo preferiva sempre la dolcezza dei modi e la legge del buon senso. A volte la sua bontà era tanta che sconfinava nei miracoli, e lo accompagnava la fama di compierne agevolmente tutte le volte che la carità lo richiedeva. «Chiunque può vivere con lui si considera felice», scriveva il suo segretario e futuro biografo.
organizzazione: Movimento Ecclesiale Carmelitano